mercoledì 24 ottobre 2012

L'uomo

A due, a quattro… 6 mani. Si può scrivere a quante mani si vuole, con l’aiuto di chiunque, fin quando sono invisibili i burattinai che muovono i fili di ogni penna. Sì, nascosti dal nulla, dalla loro inesistenza. Ecco non dovrei parlare d’invisibilità, ma d’inesistenza: non ci sono. Mani non vere – non tangibili – di burattinai inesistenti che mettono in scena nel teatro di cartone la più reale delle finzioni. Con estrema facilità; con innegabile abilità. Non vi sono vie contorte o scorciatoie buie e nascoste. Non c’è l’ombra di una minima voglia di celare. Tutto è palesemente messo in scena davanti ai nostri occhi e noi… Ci giriamo dall’altro lato. Noi preferiamo metterci le mani sugli occhi. E perché? Semplicemente perché sappiamo che quell’ inutile finzione – quell’inesistente drammaturgia – siamo noi. La bislacca storia, inventata, dell’uomo. Dopotutto siamo stati capaci d’inventarci perfino Dio.

domenica 30 settembre 2012

Sento

La pioggia sul tetto di casa. Si creano degli strani rumori quando piove. La pioggia riempie, gran parte dello spettro sonoro del giorno. Un continuo ticchettio o un pesante tonfo. Anche gli altri rumori sono diversi, accesi di una strana bellezza e misticità dal riverberante suono che la pioggia gli crea attorno. Una sorta di miscuglio, un certo mix. Come quel preciso momento in cui il DJ manda in contemporanea due canzoni, che si miscelano allo stesso tempo. Ecco. La natura ho un senso del ritmo onnipotente. Prescinde ogni altro, e riesce a mettere sullo stesso tempo svariati suoni, svariate velocità di suoni.

lunedì 24 settembre 2012

Costruttori

C’era una volta un mondo fatto di immagini dai colori chiari e luminosi. I bambini si divertivano a giocare a prendere i colori e mischiarli tra loro. Alcuni di questi piccoli giocatori riuscivano perfino a saltare, afferrando al volo qualche immagine da portare sulla terra. Fu così che si crearono i pensieri.
Poi un giorno arrivarono i Costruttori. Innalzavano mattone su mattone per arrivare a prendere quelle immagini, ma le superarono. Arrivarono più in alto, vollero continuare per raggiungere il cielo.
Più salivano, più erano distanti. Quello era diventato l’unico scopo dei Costruttori. Le immagini; i colori; i sogni erano spariti. A poco a poco quel mondo assumeva solo sfumature dal grigio scuro al grigio chiaro. Diventando quasi piatto. Mentre gli anni passavano, i Bambini cercavano di colorare, ma tutto ridiventava grigio ogni volta.
I Costruttori capirono d’avere un problema e, ancora cercando di raggiungere il cielo, costruirono una scatola. All’inizio era grigia, come il Mondo, ma la loro intelligenza riuscì a fargli scoprire come renderla colorata, fino a renderla quasi vera – verosimile. Ingabbiarono, così, i Bambini. Mettendoli in quadrati di mattone a fissare scatole colorate.